I riferimenti utili per orientarsi tra i punti del ginocchio
- I punti più citati nell’area del ginocchio sono ST35, EX-LE4, EX-LE5, ST34, SP10, GB34, SP9 e BL40.
- La localizzazione corretta usa rotula, testa del perone, cresta tibiale e piega poplitea, oltre alla misura proporzionale in cun.
- Nei quadri cronici di osteoartrosi il supporto è più plausibile; nei traumi o nel gonfiore improvviso serve prima una diagnosi.
- La digitopressione può essere un aiuto leggero, ma non sostituisce un trattamento eseguito da un professionista formato.
- Se il dolore cambia lato, profondità o intensità dopo sforzo, la scelta dei punti va adattata al quadro reale, non al nome del sintomo.

I punti principali da conoscere intorno al ginocchio
Quando si parla di lavoro terapeutico sul ginocchio, io parto quasi sempre da una distinzione semplice: punti davvero locali e punti che stanno appena più in basso o più in alto ma che, nella pratica, fanno parte dello stesso ragionamento clinico. La mappa utile non è lunga per forza, ma deve essere precisa.
| Punto | Dove si trova | Uso più comune |
|---|---|---|
| ST35 Dubi | Nella depressione sotto la rotula, lateralmente al legamento rotuleo, con il ginocchio flesso. | Dolore anteriore, rigidità, gonfiore e fastidio nei movimenti di flessione. |
| EX-LE4 Neixiyan | Nella depressione mediale al legamento rotuleo, sempre con ginocchio flesso. | Dolore interno, tensione periarticolare e sensibilità sul comparto mediale. |
| EX-LE5 Waixiyan | Nella depressione laterale al legamento rotuleo, sul lato esterno della rotula. | Dolore laterale, rigidità locale e lavoro sui margini del ginocchio. |
| ST34 Liangqiu | Circa 2 cun sopra il bordo superolaterale della rotula. | Quadri acuti, tensione del quadricipite e dolore sopra la rotula. |
| SP10 Xuehai | Circa 2 cun sopra il bordo superomediale della rotula, sul rilievo del vasto mediale. | Dolore mediale, stasi locale e fastidio nella parte interna della coscia bassa. |
| GB34 Yanglingquan | Nella depressione anteriore e inferiore alla testa del perone. | Tendini, lato esterno del ginocchio e rigidità della catena laterale. |
| SP9 Yinlingquan | Sotto il condilo mediale della tibia, in una depressione postero-inferiore. | Gonfiore, pesantezza e dolore mediale con componente di umidità. |
| BL40 Weizhong | Al centro della piega poplitea, tra i tendini del bicipite femorale e del semitendinoso. | Retroginocchio, tensione posteriore e coinvolgimento della catena muscolare di dietro. |
In alcune scuole si aggiunge anche Heding (EX-LE2), al centro del bordo superiore della rotula, soprattutto quando la tensione si concentra sopra la patella. E se serve un supporto più generale, molti terapeuti affiancano anche ST36: non è un punto del ginocchio in senso stretto, ma entra spesso nei protocolli per il recupero globale.
Una mappa, però, non basta da sola. Per usarla bene bisogna capire come si leggono i riferimenti anatomici, e qui la precisione conta più del nome del punto.
Come li localizzo senza perdere i riferimenti anatomici
La localizzazione non è una questione di millimetri astratti. In agopuntura il cun è una misura proporzionale al corpo della persona trattata, quindi 3 cun non corrispondono a un numero fisso di centimetri per tutti. E nel ginocchio la posizione cambia ancora di più se la persona è gonfia, contratta o ha una conformazione molto esile.
Per questo io preferisco leggere il ginocchio in quattro zone, non come una superficie unica.
Davanti alla rotula
Qui entrano soprattutto ST35, EX-LE4, EX-LE5 e, un po’ più in alto, ST34 e SP10. Il riferimento più semplice è la rotula con il ginocchio leggermente flesso: la depressione sotto la patella è spesso molto più facile da percepire rispetto alla gamba distesa. In pratica, se il paziente piega il ginocchio, la zona “si apre” e i margini tendinei diventano più leggibili al tatto.
Lato interno
Qui il lavoro ruota intorno a SP9, SP10 e al lato mediale di ST35. È la zona che più spesso si associa a dolore quando il ginocchio è più “pesante”, gonfio o sensibile dopo il riposo. Se la palpazione trova un punto molto reattivo, il terapeuta può interpretarlo come un punto Ashi, cioè un punto dolente che guida la seduta anche quando non coincide perfettamente con il nome classico del punto.
Lato esterno
Qui GB34 è il riferimento più noto, spesso insieme a GB33 quando il fastidio sale verso il comparto laterale. Questa è una zona importante per chi presenta sovraccarico, corsa, cambi di direzione o tensione lungo il tratto ileotibiale. Se il lato esterno del ginocchio è duro e sensibile, la lettura tende a essere più tendinea che puramente articolare.
Dietro il ginocchio
BL40 è il punto che si incontra più spesso quando la sensazione dominante è di trazione posteriore, rigidità o fastidio nella piega poplitea. Qui la prudenza conta: la piega dietro il ginocchio è una zona anatomica delicata, quindi per l’auto-trattamento la scelta più sensata è una digitopressione molto leggera, mai una pressione profonda e mai tentativi improvvisati con aghi.
Questo modo di leggere la zona rende più chiaro anche perché la scelta dei punti cambia con il tipo di dolore.
Come cambia la scelta in base al tipo di dolore
Il trattamento non parte quasi mai da un punto solo. Nella medicina tradizionale cinese il ragionamento è: dove fa male, quale meridiano è coinvolto e che tipo di quadro sta emergendo. Un ginocchio caldo e gonfio non si tratta nello stesso modo di un ginocchio rigido e freddo, e questa distinzione pratica vale più di qualunque elenco memorizzato.- Dolore anteriore o sotto-rotuleo: spesso si combinano ST35, EX-LE4, EX-LE5 e, se la tensione sale verso il quadricipite, ST34 o Heding. È il profilo che vedo più spesso quando il dolore aumenta in salita, accovacciamento o dopo molte scale.
- Dolore mediale con gonfiore: SP9 e SP10 entrano spesso in gioco insieme a ST35. Qui il terapeuta cerca di alleggerire la sensazione di pesantezza e di drenare, in linguaggio TCM, l’eccesso di “umidità”.
- Dolore laterale o tendineo: GB34 e GB33 sono i punti che ricorrono di più, spesso con una zona locale molto sensibile sul bordo esterno del ginocchio. È il quadro che tende a comparire con sovraccarico, corsa o cambi di direzione ripetuti.
- Rigidità posteriore: BL40 è spesso un riferimento importante, soprattutto quando la tensione scende lungo la catena posteriore. In questi casi il ginocchio non è “solo” un ginocchio: il lavoro coinvolge anche muscoli e tendini sopra e sotto l’articolazione.
Quando prevale il freddo e la rigidità, alcuni operatori affiancano moxa o calore localizzato; quando invece dominano gonfiore e calore, la priorità cambia e serve molta più prudenza. Questa lettura per pattern è il motivo per cui due ginocchia con lo stesso sintomo non ricevono mai la stessa combinazione di punti.
Ed è proprio qui che entrano in gioco i dati più recenti, utili per capire quanto questo approccio sia realistico.
Cosa dice l’evidenza e dove servono aspettative realistiche
Le revisioni indicizzate su PubMed sono abbastanza coerenti su un punto: l’agopuntura ha più senso come supporto per il dolore cronico al ginocchio, soprattutto nell’osteoartrosi, che come soluzione unica. Una meta-analisi del 2022 su 724 pazienti in 9 RCT ha trovato miglioramenti su dolore e funzione; una revisione del 2024 segnala effetti che possono durare anche oltre la fase immediata, ma con una variabilità metodologica ancora ampia.
In pratica questo significa tre cose:
- funziona meglio quando il problema è cronico o ricorrente, non quando c’è un trauma importante da chiarire;
- rende di più se è abbinata a esercizio, mobilità e gestione del carico;
- non sostituisce diagnosi, riabilitazione o valutazione ortopedica quando il ginocchio si blocca, si gonfia molto o diventa instabile.
Lo standard OMS sulle localizzazioni aiuta a evitare interpretazioni troppo creative, ma non elimina il margine clinico: punti come ST35, ST36 o GB34 richiedono una lettura anatomica coerente, non una mappa rigida uguale per tutti. Se dopo alcune sedute non compare almeno una tendenza chiara al miglioramento, la strategia va rivista invece di aggiungere punti a caso.
Da qui si capisce perché, nella pratica quotidiana, il modo in cui viene costruita la seduta conta quasi quanto la scelta del singolo punto.
Come si costruisce una seduta seria sul ginocchio
Quando seguo un ginocchio in ottica benessere, mi interessa una sequenza molto concreta: osservazione, palpazione, scelta dei punti e verifica della risposta. La seduta ben fatta non cerca di impressionare, cerca di capire.
- Si valuta la zona con flessione, palpazione e confronto tra lato interno, esterno, anteriore e posteriore.
- Si scelgono pochi punti davvero pertinenti, spesso 2-4 locali e 1-3 distali, invece di una lista lunga e indistinta.
- Si decide il tipo di stimolo: agopuntura, digitopressione, tuina o, in alcuni casi, elettroagopuntura.
- Si rilegge la risposta dopo il trattamento: meno dolore nelle scale, più flessione, meno rigidità al risveglio sono segnali più utili di una sensazione vaga di “trattamento forte”.
- Si accompagna il lavoro con abitudini coerenti: carico più graduale, mobilità dolce, pause se il ginocchio si infiamma, e nessun esercizio profondo se la fase è acuta.
Se vuoi lavorare in modo leggero a casa, la digitopressione resta l’opzione più prudente: pressione moderata su punti facili da raggiungere come ST36 o GB34 per 30-60 secondi, respirando con calma, senza forzare la piega del ginocchio. Non è un sostituto della seduta, ma può aiutare a percepire meglio il corpo e a sostenere il lavoro fatto dal terapeuta.
Il punto che fa davvero la differenza, però, è un altro: un ginocchio caldo, gonfio, bloccato o instabile non chiede altri punti da aggiungere alla cieca, chiede una lettura corretta del quadro e un percorso sensato, fatto di terapia, recupero e buon senso.
