Riflessologia Plantare: cos’è, come funziona, tipologie e benefici

La riflessologia non è un massaggio come lo intendiamo in Italia ma è una pratica terapeutica, che fa parte delle cosiddette medicine alternative, complementari o olistiche. La riflessologia del piede mi piace definirla SINERGICA perché non è alternativa a nulla, non è nemmeno complementare perché è già completa in sé.

È si olistica, ma anche una medicina occidentale ben fatta può essere olistica. Per esempio la terapia psicologica sistemico relazionale ma anche il fisiatra o il terapista occupazionale, sono in un qualche modo olistici.

Il Riflessologo tramite la Riflessologia Plantare, opera perciò in maniera SINERGICA con la medicina occidentale.

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Cos’è la riflessologia e scopo

Essa è una terapia naturale che si propone di ristabilire l’equilibrio energetico del corpo, stimolando una risposta del corpo stesso eliminandone i disturbi. Essa lavora a livello strutturale (fisico), funzionale (psiche ed emozioni) e spirituale (energia), tramite la stimolazione di aree riflesse di ciò che c’interessa, perciò distanti dalla sede del problema (l’ipofisi che ha sede al centro del cranio la troviamo sul polpastrello dell’alluce del piede per esempio).

Perciò è una terapia che riesce a far ritrovare il benessere psico-fisico con estrema efficacia e in maniera estremamente sicura!

Come funziona la riflessologia plantare

La riflessologia è un sistema semplice ma non facile, perché non immediato e nemmeno comune per la visione che si è andata a delineare nel corso degli ultimi due secoli del concetto di salute.

La parte più importante è la valutazione energetica che tramite segni (foruncoli, nei, calli, rughe, linee, colori ecc…) e sensazione tattile del tessuto (punti “pieni” o “vuoti” energeticamente) si può comprendere come impostare il lavoro e riuscire ad essere il più efficaci possibili.

Poi il trattamento è molto diverso a seconda del tipo di riflessologia che si pratica, da stimolazioni meccaniche con il solo pollice, a stimolazioni con tutte le dita della mano ma anche con strumenti di diversa natura e forma.

Obiettivi della riflessologia

Gli obiettivi della riflessologia ma in generale delle cosiddette medicine alternative, complementari ed olistiche è quello di ristabilire il corretto equilibrio psicofisico tramite l’accelerazione dei processi di autoguarigione del corpo che avvengono grazie a un processo cellulare che si chiama omeostasi.

Questo avviene grazie alla stimolazione dei punti riflessi che non sono nient’altro che zone corrispondenti a nervi. Difatti le estremità del corpo che sono quelle che si lavorano solitamente nella riflessologia, sono piene di fasci nervosi che arrivano fino al centro del corpo, addome e torace dove risiedono gli organi (eccezione va fatta per la colonna vertebrale, dove ci sono zone riflesse degli organi interni, ma sono più pratiche dell’osteopatia e della chiropratica, ma anche dello shiatsu e del tui-na).

Inoltre l’Homunculus Sensorium dimostra che la riflessologia ha un fondamento teorico più che accettabile e verificabile, perché esso mostra come il cervello percepisce la realtà non tanto tramite il corpo intero ma tramite le estremità del corpo in particolare in ordine d’importanza viso, mani e piedi, e ciò vorrebbe dire che il sistema nervoso è molto facilmente lavorabile tramite la terapia dei piedi.

Infine non meno importante sono gli studi che sono stati fatti dalla medicina moderna dagli anni 80, dove è nata una nuova branca denominata PNEI cioè la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia che dimostrerebbe che questi quattro sistemi del corpo umano sono in strettissima relazione, e che quindi i problemi psichici ed emotivi, ma anche di natura intossicante come inquinamento radioattivo, elettromagnetico, chimico e quant’altro possano danneggiare uno, e quindi tutti e quattro questi sistemi.

I trattamenti di riflessologia lavorano tramite il Sistema Nervoso e quindi attraverso il sistema Neurologico che è appunto uno dei quattro della PNEI.

Breve storia della riflessologia

La riflessologia ha origini molto antiche, anche se col tempo si è evoluta moltissimo. Con essa si va indietro nel tempo fino al 5000 a.C. Le prime testimonianze sembrerebbero arrivare dalla Cina e dall’India, difatti è indubbio che nell’antichità si usasse come strumento diagnostico la valutazione della mano o dei piedi, come anche la fisiognomica.

Anche dall’impero egizio dei faraoni sono pervenute diverse testimonianze della riflessologia. A testimoniare l’antichità di questa pratica nell’antico Egitto è la “Tomba dei Medici” a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove In una “mastaba”, cioè in un sepolcro riservato ai nobili e ai dignitari di corte, si è ritrovata una pittura murale molto significativa per la riflessologia.

Questa tomba è di Ankhmahor, soprannominato Sesi, su di essa sono rappresentate operazioni chirurgiche come l’amputazione, rudimenti di operazioni odontoiatriche e anche, senza ombra di dubbio, un massaggio riflessogeno plantare e palmare. Questa immagine, ha nello sfondo una scritta che significa “Non farmi male”, e la risposta è “Agirò in modo da meritare la tua lode”.

A Sakkara è certo vi fosse una scuola medica. Lì al centro della necropoli si trova una grande piramide a gradoni. Questa fu edificata dal faraone Zoser, appartenuto alla terza dinastia di faraoni. L’architetto a cui affidò il progetto era niente meno che lmhotep, il più grande sacerdote che l’antico Egitto abbia mai conosciuto tanto che, duemila anni dopo, i greci lo divinizzarono con il nome di Esculapio o Asclepio.

Dalle conoscenze di Imhotep, nacquero scuole di medicina importanti da cui probabilmente hanno imparato i medici ellenici e da cui deriva la disciplina naturopatica chiamata Spagiria, inventata da Paracelso.

Difatti all’isola di Kos al tempio di Esculapio, Ippocrate imparò, esercitò e insegnò la medicina. Tutt’ora Ippocrate è definito il Padre della medicina, difatti è risaputo che i medici italiani fanno un giuramento che trae ispirazione dal giuramento ippocratico.

L’accademico Harry Bond Bressier, il pioniere delle indagini storiche sulla riflessologia, ha constatato che prove che attestino l’antichità di quest’arte, la riflessologia, giungono da ogni tempo e luogo del globo.

Fu il dottore in medicina William H. Fitzgerald a pubblicare per primo nel 1917 un libro dal titolo “Terapia zonale, come alleviare il dolore a casa propria”; nel testo descriveva i suoi successi nell’alleviare il dolore usando vari artifici sulla mano e sulle sue dita.

Tipologie di riflessologia

La riflessologia come già detto lavora in particolari viso, mani e piedi ma per ciascuno di essi esistono moltissime varianti. Ne vediamo un po’ insieme.

Riflessologia plantare metodo Fitzgerald

Essa nasce intorno al 900 per merito di William Fitzgerald, medico specializzato in otorinolaringoiatra che si dedicò a cercare alternative all’oppio per anestetizzare i suoi pazienti, e trovò così la riflessologia plantare. Egli è il padre della riflessologia in occidente ed ebbe una importante allieva Eunice Ingham che poi insegnò a Hanne Marquardt che promosse la riflessologia plantare in tutta Europa. Essa funziona sui principi della medicina occidentale, viene svolta col solo uso del pollice con un movimento detto “a passo di verme” in verticale, orizzontale e anche fisso sul punto, si possono usare anche rotazioni sulla pelle tramite sempre il pollice. La mappa rispecchia molto quello che è il corpo umano, quindi troveremo nella parte alta del piede tutte le parti della testa, nel metatarso anteriore troviamo cuore e polmoni e tutto il resto a scendere…

Il funzionamento di questa pratica è di tipo meccanico, molto efficace in particolare per la valutazione energetica ma non sempre ha la forza necessaria per attuare vere e proprie metamorfosi, perciò efficace sul piano strutturale (corpo) e funzionale (psiche/emozioni) ma meno sul piano energetico (spirituale).

Riflessologia plantare metodo On Zon Su

Mappa del Nord – On Zon Su

Essa ha origine antichissime, risale all’impero cinese di Huang-Ti l’imperatore giallo, cioè circa 3000 a.C. e venne sviluppata nel corso dei secoli da diversi personaggi storici e mitologici dell’antica Cina, come il Grande Yi ma anche il M°Mak Tzi (detto anche Mo Tsu, Mo Zi o Mo Ti) fino ad arrivare a noi Per merito del M°Ming Wong, attuale detentore e divulgatore del metodo, la cui famiglia in particolare il bisononno ha ampliato il metodo con una mappa moderna.

L’On Zon Su ha la capacità di lavorare molto in profondità su gli aspetti spirituali, difatti chi è ricettivo riesce a ritrovarsi instradato su un percorso che prima non immaginava, nuove possibilità gli si aprono davanti, proprio come se si fosse rimesso in cammino. Questo avviene grazie alla molteplice varietà di mappe che lavorano da punti di vista differenti, ma anche di tecniche manuali e di strumenti molto vari. Per esempio la mappa del Paesaggio Interno e quella del Paesaggio Esterno che assomigliano moltissimo al metodo occidentale differiscono per il processo di lavoro che è completamente differente, visto che si usano tutte le dita della mano con movimenti e intensità differenti ma anche degli strumenti come la giada o la pietra di fiume. Altre mappe sono il Cielo Anteriore, i 9 Palazzi, la mappa dei Sacri Monti, dell’Ovest, dell’Est e del Nord e così via… ciascuna riesce a entrare in profondità con chiavi differenti e quindi permette di raggiungere risultati sorprendenti se si sceglie la mappa giusta da usare. Per scegliere la mappa bisogna andare molto ad intuito, vista anche la sua origine antichissima e quindi di natura sciamanica. Perciò è utile per ritrovare le proprie radici e cominciare un percorso iniziatico che ci permetta di addentrarci nella vita.

Multiriflessologia facciale vietnamita Dien Chan

Essa ha origine molto recente, venne sviluppata dal Prof. Bui Quoc Chau subito dopo la guerra del Vietnam, proprio per guarire le persone che si trovavano in difficoltà per le sofferenze e tragedie della guerra. Essa è molto veloce nella risoluzione del problema, questo perché il viso è subito la zona che esprime il nostro disagio tramite l’espressione e perciò trattandolo si va subito ad armonizzare l’area in disfunzione. L’aspetto grandioso non è solo la sua velocità di efficacia ma anche che ad ogni punto corrispondano più parti del corpo, per questo si chiama multiriflessologia, per esempio il punto delle anche corrisponde anche a fegato, stomaco, milza e polmoni. Il bello infine è che è facilmente praticabile su sé stessi e quindi permette di mantenere un’ottimo stato di salute, a differenza dell’On Zon Su o del metodo Fitzgerald che non sono praticabili su sé stessi, per il semplice fatto che dovremmo piegare le articolazioni della gamba e del piede e di conseguenza la trasmissione del messaggio inviata tramite il trattamento non arriva in maniera lineare. Per i trattamenti si usano una varietà enorme di strumenti che si contano sull’ordine delle decine.

Auricoloterapia

Ha origini antichissime visto che fa parte del sistema medico cinese ma è arrivata in occidente per merito di Paul Nogier che nel 1957 pubblicò il “Trattato di auricoloterapia”. È una pratica medica riconosciuta non solo dall’OMS ma anche dall’Ordine dei Medici Italiani, e praticabile soltanto da quest’ultimi. La sua efficacia è anche dovuta alla facilità con cui si può continuare il lavoro a casa, stimolando il punto manualmente o con degli strumenti di agopuntura cinese come aghi per il trattamento medico e cerottini con palline da premere sui i punti per il post trattamento da seguire a casa

Riflessologia Palmare o delle Mani

Essa è antichissima ma molto poco praticata, probabilmente metodi innovativi devono ancora raggiungere l’occidente. Uno di questi è certamente la Koryo Hand, la riflessologia palmare coreana ideata dal medico Tae Woo Yoo, dove è possibile lavorare tutti i meridiani della medicina cinese sulla sola mano, questo perché secondo quella che è la filosofia orientale macrocosmo (universo ma in questo caso il corpo umano) e microcosmo (uomo ma in questo caso la mano) sono speculari uno all’altro.

Riflessologia meridiani energetici e chakra

Con la riflessologia è possibile lavorare a livello energetico e quindi spirituale tramite le zone riflesse di meridiani e chakra, lavorando sulle energie sottili e portando equilibrio nelle energie primordiali e caotiche dello Yin e Yang (MTC Medicina tradizionale cinese) concetti che assumono nomi differenti a seconda del paese, per esempio: Sole e Luna Filosofici (spagiria) ma anche Shiva e Shakti (Yoga).

Il libero fluire dei 5 elementi, onnipresenti nelle medicine tradizionali antiche (medicina mediterranea sono aria, fuoco, terra, acqua e quintessenza mentre in quella cinese sono legno, fuoco, terra, metallo, acqua infine in quella indiana sono vuoto, aria, fuoco, acqua e terra) è fondamentale per poter vivere appieno la vita attraverso gli stati emozionali dell’essere umano che devono necessariamente alternarsi correttamente in un libero fluire di modo che gli eventi della vita facciano il loro corso così che veniamo attraversati da essi e non intrappolati in essi.

Questo tipo di terapia difatti permette un processo di crescita personale e di evoluzione spirituale che riesce a rivoluzionare il nostro approccio mentale, grazie al quale riusciamo a raggiungere risultati che prima non credevamo possibili: interrompere rapporti di dipendenza, di sfruttamento ma anche acquisire l’energia giusta per trovare il coraggio di affrontare la vita con passione e magari, perché no, riuscire ad arricchirsi ampliando il business della propria attività.

Quando e perché utilizzarla

La riflessologia è molto versatile e può essere applicata sia per la salute che soprattutto (come già detto in precedenza) per un percorso di crescita personale, soprattutto quando si lavora con le energie sottile (chakra o meridiani).

Molto utile in caso di tutte quelle patologie minori come gastrite, stipsi, cefalee, lombalgia e cervicalgia ma anche insonnia. È ottima anche per lavorare gli stati emotivi come la tristezza, la paura e l’ansia, in particolare se giustamente e correttamente affiancata da uno percorso di psicoterapia.

Ovviamente, nei casi più gravi, la riflessologia può si fungere da supporto, ma non è possibile garantire di risultati certi. Patologie quali tumore, Alzheimer, morbo di Crohn, di Parkinson, pressione alta o bassa, ipo e ipertiroidismo e così via…

In ogni caso la riflessologia risulta veramente ottima come medicina non convenzionale da usare in sinergia con eventuali altre cure mediche, oppure come un rimedio alternativo non invasivo e olistico per disturbi semplici.

È chiaro che dove ci sono malattie croniche e importanti, è sempre utile farsi curare anche da un medico.

La riflessologia svolge un ruolo importante anche quando parliamo di benessere: se siete tra quelle persone che sono senza dolori, ma convivono con un senso di mancanza perché non si sentono libere da condizionamenti o situazioni bloccate nella vita e vogliono trovare la strada per sentirsi finalmente bene, allora la riflessologia può essere l’aiuto che state cercando.

Non ha effetti collaterali (non è un farmaco o una pratica medica)

aiuta il tuo corpo a trovare un nuovo equilibrio psico-fisico e quindi la salute e/o il benessere che stavi cercando

è un massaggio piacevole su parti del corpo che spesso trascuriamo o anzi stressiamo con creme o trucco

il rapporto che si instaura con il riflessologo è molto importante e non viene trattata la patologia ma la persona

non vengono utilizzati altri strumenti se non le mani dell’operatore (niente aghi, moxa, ecc)

Benefici e controindicazioni: chi può essere trattato

TUTTI possono essere trattati, non esiste un minimo o un massimo di età, esistono solo stati che consiglio di comunicare sempre al vostro riflessologo:

Trombosi

Malattie degenerative

Problemi locali di pelle quali dermatiti o ferite/abrasioni

Gravidanza (specialmente se nei primi 3 mesi) o ciclo mestruale

La mia prima esperienza con la riflessologia

Nell’infanzia, soffrivo di sinusite cronica e andavo da un’amica di mia madre che si occupava di riflessologia plantare. Mi piaceva moltissimo andarci, c’era il profumo degli oli essenziali e poi il trattamento era super rilassante, e io anche se ero bambino, e quindi non avrei dovuto avere stress, ne ero pieno.

Poi col passare degli anni capitava che ci andassi ma in maniera sporadica. Stavo meglio, magari mi mettevo anche a piangere durante il trattamento ma non mi dava risultati duraturi.

Poi all’età di 23 anni ho deciso di fare un corso di introduttivo di riflessologia plantare metodo occidentale ed era stato davvero appassionante, in questa scuola raccontavano di guarire malattie anche gravi (ovviamente c’ero cascato come una pera cotta… ah la gioventù!).

Dopodiché nell’ ottobre 2017 decisi, sotto consiglio del mio insegnante di Tai Ki Kung, d’iscrivermi a Torino alla scuola del M°Ming Wong, maestro del mio insegnante.

Beh non ci capivo nulla, l’insegnamento era tramandato come se fossimo nella Cina antica, guardare, non fare domande e se le fai risposte vaghe e pochissime spiegazioni. Tutto il contrario del corso che avevo fatto anni prima dove ci avevano consegnato un sapere nozionistico immenso in un solo weekend. Qua invece nulla e per di più l’On Zon Su del M°Ming è estremamente orientale. C’è un però, ed è che mi addormentavo in continuazione durante i trattamenti in una sorta di trance contemplativa/meditativa dove i pensieri scivolavano via ed erano inafferrabili, come se stessi sognando, sensazioni che con la riflessologia occidentale assolutamente non mi era mai capitato di avere… anzi come già detto magari scoppiavo a piangere! Tutt’altro che meditativa!

Beh dopo il terzo mese di corso cioè a gennaio 2018 in cui ricevevo trattamenti e li facevo alla meglio e buona perché ero sempre intontito dall’energia che i miei compagni mettevano in moto in me, la mia vita è radicalmente cambiata.

Mi sono ritrovato circondato da maestri di ogni genere e tipo, ho studiato numerologia, yoga con l’Anandamarga, medianità con un medium ma anche l’Ayurveda in India a Nuova Delhi.

Tutte queste cose, a parte la numerologia, le ho abbandonate ma il lavoro energetico svolto con lo yoga, la mindfulness svolta nel corso di medianità e il viaggio in India mi hanno permesso di stravolgere la vita ulteriormente.

Dopo grandi sofferenze mi sono ritrovato nel 2019 che finalmente ho incontrato la prima ragazza con cui sono riuscito a fidanzarmi. È durata poco ma quel tanto che mi bastava da permettermi di capire cosa volessi, e difatti a ottobre ho incontrato una persona molto importante con cui ho una relazione favolosa.

Ora mi dedico alla MTC (Medicina Tradizionale Cinese) e sono molto appassionato anche di Medicina Tradizionale Mediterranea anche se non posso certamente definirmi un professionista di questa materia.

Questo processo è stato possibile grazie proprio all’On Zon Su che mi ha messo in cammino verso quella che era la mia reale natura e vocazione!

Un primo esperimento, proviamo un autotrattamento

Ora proviamo un’auto trattamento col Dien Chan! Il linfodrenaggio!

Cominciamo con scegliere lo strumento, che può essere una matita o penna, useremo il retro di queste (quindi il lato che non scrive) e capiamo se ci piace di più tracciare un movimento verso l’alto (e quindi dare energie, utile quando c’è astenia, debolezza fisica e mentale, a causa di eccessivo stress), o verso il basso (ideale in quei casi in cui ci sia una sovra eccitazione del sistema nervoso, quelle persone che non stanno mai ferme e non si rilassano mai, e che rischiano un esaurimento nervoso), e comprendiamo qual’è la velocità e intensità che desideriamo e che manterremo per tutto il trattamento.

La sequenza è divisa in 6 punti:

  1. Lungo l’angolo interno dell’occhio del lato sinistro per un totale di 30 volte e poi ripetiamo uguale sul lato destro. Questi due punti sono i riflessi di ascelle gola.
  • Poi si fa col lato lungo dello strumento che stiamo usando tutto il naso sempre 30 volte e questo che facciamo è il dotto toracico, che nel sistema linfatico è molto importante è il condotto che porta la linfa alla cisterna di Pequet dove poi la linfa viene eliminata!
  • Si prosegue intorno alle narici sempre sinistra prima e poi destra sempre 30 volte. Questi sono i linguini.
  • Poi si segue il percorso della ruga che parte dal naso e arriva alla bocca sempre 30 ripetizioni sempre lato sinistro e destro a seguire. Queste sono le gambe.
  • A questo punto si fa l’intestino che sta nella linea del mento, se si fa verso destra tonifichiamo l’energia (utile in caso di diarrea) mentre verso sinistra disperdiamo (utile in caso di stipsi). Sempre 30 ripetizioni
  • Infine i reni 30 giri intorno alle orecchie partendo da sinistra

Secondo il Prof. Bui Quoc Chau, le ripetizioni sono minimo 30 massimo 50. Io preferisco usare la numerologia taoista personalmente, anche perchè appartiene alla Medicina Classica Cinese, da cui comunque ha tratto origine il Dien Chan.

Perciò 36 ripetizioni o 50. 36 è il massimo Yin e appartiene all’Acqua e quindi ristoratore e purificante dei liquidi del corpo, ma potremmo anche usare il numero 50 che è il numero della Terra e quindi della digestione.

Per saperne di più sui numeri leggi qua.

Questa sequenza è concettualmente uguale al linfodrenaggio Metodo Vodder fisioterapico, ma anzi perfezionato, perché oltre a partire dalla gola e dalle ascelle e andare su inguine e gambe, dà anche una bella rimestata all’intestino e ai reni, che danno una bella botta al metabolismo (intestino) e si scarica ancor di più l’urina e gli ormoni dello stress quali adrenalina, noradrenalina e cortisolo (reni).

Grazie, spero di vedervi in studio!