I Benefici della riflessologia planatare cinese sul nostro corpo

Nell’On Zon Su cioè la Riflessologia Plantare Cinese si dice che il peso dev’essere distribuito in tre punti, uno sul centro del tallone e due sul metatarso del piede, formando un triangolo.

Nella Riflessologia Plantare Cinese si utilizzano diverse manovre sulla parte dura del piede:
arcata esterna e tallone.

Durante la camminata, se svolta correttamente, il piede poggia prima sul tallone e poi sul IV e V metatarso che stanno vicini all’arcata esterna del piede; da cio’ si può dedurre che trattare la parte dura del piede con la Riflessologia Plantare Cinese può giovare ai dolori
posturali quindi ai dolori di schiena.

La Riflessologia Plantare Cinese è utile per:

  • cervicalgia
  • lombalgia
  • dolori alla dorsale

permette di riacquisire un appoggio plantare corretto agevolando un processo di omeostasi che con molta pazienza e tempo può portare a risultati soddisfacenti per lievi dolori muscolari.

L’On Zon Su è in grado anche di lavorare anche e spalle sempre lavorando alcune parti dure dell’arcata, zone importanti spalle e anche perché legate attraverso i tendini, i musocli, i fasci neurovascolari e le ossa alla schiena quindi la Riflessologia Plantare Cinese riesce a lavorare in modo olistico la schiena.

L’On Zon Su attraverso differenti manualità e utensili è in grado di lavorare sia al livello del muscolo e al livello delle ossa permettendo così un pieno recupero dell’attività motoria deficitaria.

La Riflessologia Plantare Cinese è efficace a rilassare il piede in generale e quindi a permettere un buon appoggio del piede di modo che alcuni lievi dolori posturali riescano a diminuire fino a svanire del tutto con la costanza di farsi trattare.

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Reiki e resilienza

Con il Reiki si riesce a evolvere spiritualmente grazie all’armonizzazione dei chakra.
Cosa significa? I chakra sono dei centri energetici dislocati lungo una linea mediana del corpo che partono dal perineo e arrivano alla sommità del capo.

Essi hanno forma e colore e la loro perfezione viene modificata dagli eventi traumatici della vita o dall’incapacità di affrontare questi.
Ogni chakra ha delle vritti che in sanscrito significa tendenze. Queste tendenze creano nell’uomo l’attaccamento. Che cosa è l’attaccamento? È quando dopo aver provato una sensazione o emozione rimaniamo attaccati ad essa senza volercene distaccare e ciò causa dipendenza emotiva per esempio, rancore, depressione, ansie, paure, angoscie, crudeltà eccetera.

Le vritti dobbiamo immaginarle come delle piccole creature che ci ostacolano a cui di solito diamo il cibo (il mostricciatolo dell’alcool, della malinconia, della paura per esempio) e il Reiki è capace di renderci più forti e quindi di gestire meglio questi piccoli mostri.

Il Reiki ha la capacità di armonizzare i chakra e quindi di correggere le vritti con la possibilità non la certezza di riuscire a diventare in un tempo più o meno lungo capaci di affrontare la vita con più risorse interiori.

Risorse interiori significa resilienza perciò una maggior capacità elastica di fronte ai problemi della vita.

Così grazie a Reiki si gestisce meglio la vita di conseguenza migliora l’energia, il benessere, la qualità di vita e diminuisce lo stress. Più si fa Reiki più si diventa in grado di gestire lo stress.

A seconda dei casi il numero di sedute di Reiki cambia, per alcuni ci vogliono anni per altri settimane, dipende tutto dalle risorse interiori già predisposte nella persona e dai traumi incassati dalla vita.

Il Reiki ha il potere di trasformarci nella migliore versione di noi stessi e di renderci autentici.
Per esempio Reiki è in grado di renderci più fiduciosi della vita e quindi di diminuire la tristezza o ancora di renderci più rispettosi di noi stessi e gli altri e quindi di sentirci meno arrabbiati e frustrati.

Detto in altro modo Reiki è in grado di dissolvere il nostro ego e di renderci in grado di difenderci dal prossimo ma anche di abbracciarlo perché l’ego non è solo volere il Porsche ma anche essere convinti che la nostra giusta macchina sia la Panda.
In ognuno l’ego si manifesta in modo diverso e Reiki permette di dissolverlo, di farci levare tutte le maschere che indossiamo e quindi di riuscire a realizzare nostro sé autentico.

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Il Reiki e i centri energetici del nostro corpo

Il Reiki è una tecnica energetica nata in Giappone dal Maestro Usui alla fine dell’800 circa e consiste nell’armonizzare la struttura energetica della persona.

Secondo certe tradizioni orientali – ma anche secondo la cultura del Medio Oriente, in particolare quella cabalistica degli ebrei – nel corpo umano ci sono dei centri energetici che permettono all’uomo non solo di essere in salute ma di avere una vita piena e significativa, legittimandone la presenza sulla terra.

Essi sono raffigurati come delle ruote dislocate verticalmente all’interno del nostro corpo, che irradiano dei coni di energia, proiettata sia di fronte che di spalle. Non si vedono, come non vediamo – essendo comunque ben consapevoli della loro esistenza – fenomeni fisici e naturali che possiamo a malapena percepire, come la forza di gravità, i campi elettromagnetici, la duplicazione cellulare e i raggi ultravioletti.

Per i cinesi questi centri energetici sono nove ed il percorso da seguire nell’analizzarli è dall’alto verso il basso, dal capo al coccige, mentre per gli israeliani e gli indiani sono sette (in verità per gli indiani sono molti di più e dislocati su tutto il corpo; sette comunque rimangono i più importanti, distribuiti verticalmente) e vanno “coltivati” a partire dal basso. I cinesi li chiamano i nove palazzi, mentre per gli indiani sono i chakra e per gli israeliani ofanim, dal nome degli angeli così chiamati che li governano.

In linea generale tutti concordano col dire che i centri bassi riguardano gli aspetti più istintuali (quelli che ci accomunano con gli animali), mentre quelli alti sono la sede del pensiero.

Tutti sono d’accordo col dire che il posto di onore spetta al centro energetico localizzato all’altezza del cuore. Un aneddoto racconta che Carl Gustav Jung incontrò un capo Sioux e questi esordì nella conversazione dicendo “voi occidentali siete tutti pazzi”, al che Jung non capendo tale affermazione chiese spiegazioni e il capo indiano gli disse indicando la testa “voi pensate con questa” e poi indicando il cuore “mentre noi pensiamo con questo”. Come detto prima gli indiani e israeliani ragionano dal basso verso l’alto e affermano che il centro più influente sta all’apice del capo, dove risiede la fontanella, ed è sede della congiunzione col divino, il luogo attraverso il quale si ritorna “a casa”; dove però il cuore, se in equilibrio e attivo, permette di arrivare direttamente ad esso. È per questo che negli attimi di amore sincero e puro col partner ci sentiamo così bene: perché siamo a casa.

Per i cinesi invece la direzione è dall’alto verso il basso quindi l’obbiettivo è radicare, usare la pancia e il bacino con la determinazione di un animale che va a caccia ma con l’intelligenza di un uomo saggio.

Dai centri energetici bassi, se in armonia, si sviluppano qualità importanti quali la bellezza e l’autostima, la pace e l’auto-governo (non il dominio, che è un uso improprio di tale qualità: per “governo” s’intende la capacità di gestire le proprie situazioni e riuscire a diventare non un tiranno ma un leader).

Il Reiki puo’ servire ad armonizzare questi centri energetici.

Il cuore dona vita mentre i centri più alti donano fertilità favorendo sia la capacità di comunicazione (se si vuole che la sua parola faccia breccia nella psiche altrui, infatti, esso dev’essere fertile e non ricettivo solo in senso figurato), sia la ricchezza d’animo e all’occorrenza, se percepito come necessario ai fini della persona, anche materiale (ciascuno di noi ha una missione su questa terra che necessita di particolari condizioni che solo una fortissima messa a fuoco può offrire). Infine, la saggezza.

Questi centri energetici sono dislocati non solo in verticale ma anche parallelamente alle ghiandole endocrine e grazie al reiki, possono essere facilmente riequilibrati, sviluppando la produzione di ormoni essenziali per la qualità della vita.

Il reiki costituisce un importante arricchimento della medicina occidentale, in quanto si può curare la persona con farmaci che permettono una corretta funzionalità delle ghiandole endocrine ma anche di  lavorarle attraverso questi e quindi portare il paziente a un equilibrio pieno e completo.

Infatti attraverso la cura di essi si può ristabilire un corretto funzionamento epatico, come anche ritrovare benessere tramite un lavoro sulla tiroide che produce ormoni importantissimi. Se oltre al farmaco adottiamo queste pratiche si può arrivare a risultati soddisfacenti.

Vediamone la disposizione, dal basso verso l’alto.

Sul perineo ha sede la qualità della bellezza e dell’autostima gestita dalle ghiandole sessuali le gonadi; sotto l’ombelico la qualità che s’incontra è la pace, e le ghiandole relative sono le ghiandole surrenali; a livello ombelico si trova la qualità dell’auto-governo che corrisponde alle funzioni di pancreas, milza e fegato (vista la complessità e l’importanza del sistema ghiandolare lì dislocato, questo centro è tanto importante da poter trasmutare un leader in tiranno); nel petto troviamo le qualità della vita determinate dalla qualità del nostro timo (ghiandola che se non curata e coltivata, si atrofizza col tempo e può portare alla morte). Seguono la comunicazione e la fertilità, determinati dalla tiroide, poi la pienezza della vita grazie alla ipofisi, sede della capacità di  generare una tale quantità di ormoni da arrivare a guidare l’attività di quasi tutte le altre ghiandole e a dare alla nostra esistenza l’insostituibile ricchezza della vitalità.

La ghiandola pineale, infine è la porta della saggezza, della coscienza e dell’energia cosmica.

È chiaro quanto è complessa e affascinante la materia, soprattutto è evidente che se si è padroni di un equilibrio endocrino sano, tutto il corpo non può che giovarne soprattutto da un punto di vista psichico, dimostrato anche dagli studi recenti di quella branchia della medicina occidentale che si chiama PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologico) che vede tutti e quattro gli aspetti come un sistema unico e indivisibile per un’ottima salute del paziente.

Se sei interessato a ritrovare equilibrio grazie al Reiki, contattami per organizzare una o più sedute presso il mio studio.

Riflessologia plantare il metodo on zon sou

RIFLESSOLOGIA PLANTARE CINESE

Il metodo on zon su è uno dei trattamenti manuali più efficaci in circolazione non perché sia terapeutico nel senso comune del termine ma perché guarisce l’anima; rappresenta uno degli approcci di riflessologia plantare più apprezzati ed utilizzati.

Esso permette di metabolizzare eventi, di far emergere pensieri, ricordi, di cominciare un cammino verso nuovi orizzonti di speranza, gioia e consapevolezza.

Diverse sono le tecniche di On Zon Su che permettono al cliente di entrare in contatto con la parte profonda di sé e ritrovarsi.

Può capitare che accadano dei cambiamenti nel proprio corpo o nella propria coscienza che possono spaventare ma i messaggi che ci arrivano sono sempre da ascoltare perché prodotti dal nostro sistema corpo-mente.

Spesso ci si trova ad affrontare problemi nel presente che non ci fanno vivere con gioia, che delle volte possono essere originati da episodi del passato, addirittura dell’infanzia.

I piedi sono le radici del nostro corpo, sempre a contatto con la terra e quindi bisogna prendersi cura di essi.

Nella podologia si fa una analisi posturale solo dai piedi, a seconda che questi siano piatti, eccessivamente arcuati, con l’alluce valgo e quant’altro. I piedi quindi determinerebbero in parte l’intero assetto posturale della persona.

Avere radici ben salde ci permette di essere più orientati all’ascolto del corpo, di essere presenti nel qui ed ora, di avere una volontà più forte e di essere meno manipolabili, di avere concrete possibilità di raggiungere i propri obiettivi nella vita.

È sorprendente vedere come solo l’emersione di una visione immaginifica dell’elemento disturbante, sia che sia di fantasia o un evento reale permetta di metabolizzare l’esperienza e di consegnare enormi insegnamenti alla persona che le permettono una guarigione consapevole da ciò che veramente non le permette di vivere bene, che non è tanto il sintomo ma ciò che ha causato il sintomo.

Chiaramente può anche avvenire che emergano immagini piene di gioia e poesia utili a ridarci speranza.

La lieta notizia è che il massaggio al piede non è una induzione ipnotica vera e propria quindi non può emergere più di quello che non siamo pronti a scoprire.

Perché parlo di emersione di pensieri e ricordi? Perché attraverso la conoscenza profonda di noi stessi riscopriamo le nostre radici fatte non solo dal sangue della famiglia ma anche dai valori acquisiti lungo il percorso della vita e anche dai desideri che ci portiamo appresso da quando siamo piccoli e che delle volte dimentichiamo perché i desideri, che possiamo immaginare come luce, originano un’ombra che possiamo immaginare come la negazione. Perché dietro ad una grande speranza c’è una grande paura e delle volte quella ci fa deviare da ciò che c’era in origine cioè la luce, perché come dice Einstein non esiste l’oscurità semmai c’è l’assenza di luce.

Perciò i pensieri, i valori e i legami profondi sono le nostre radici e vanno conosciuti.

Prendersi cura dei propri piedi grazie alla riflessologia plantare con il metodo On Zon Sou offre un sacco di vantaggi eccezionali che vale subito la pena di sperimentare e approfondire nel tempo.